Google Pokémon Challenge: analisi di un evento riuscito

Google si sa, ama divertirsi il primo di Aprile di ogni anno: ci aveva mostrato il mondo in 16 bit con una versione di Google Maps che sembrava Dragon Quest giusto un anno fa. Probabilmente avranno un team di sviluppatori che pensano e sviluppano solo doodles e perle come queste…

Uno Snorlax selvaggio appare.... dove!?
Uno Snorlax selvaggio appare…. dove!?

Ma quest’anno hanno probabilmente creato uno degli scherzi più interessanti, sia dal mero punto di vista di “genialata”, sia economico e marketing. Avrete visto un po’ in giro sui social network, ma per i più distratti ecco un rapido recap: sfruttando l’app per Android o iOS di Google Maps, andando nella barra di ricerca, si può attivare la cosiddetta Pokémon Challenge, la possibilità di girare il mondo e andare a catturare 150 Pokémon dispersi un po’ ovunque. La nostra avventura parte dal laboratorio del CERN (altra perla), dove è situato il nostro laboratorio Pokémon: qui già possiamo trovare i primi esemplari da catturare (bastano un paio di tap sullo schermo ed il gioco è fatto).
Trovarli tutti non è proprio semplicissimo, quanto meno non è una cosa da completare in cinque minuti: alcuni sono particolarmente nascosti in luoghi semi-sconosciuti, senza contare che se non si ingrandisce per bene la visuale non vengono nemmeno mostrati; altri invece si trovano in città famose o in luoghi d’interesse come la Silicon Valley, l’Area 51, Stonehenge, ecc…

Ma passiamo ad un’analisi più attenta: con questa mossa Google ha raggiunto diversi obiettivi che le stanno a cuore. Ecco i principali, a mio avviso:

– Un probabile boom nell’utilizzo di Google Maps: buona parte degli utenti lo usa per vedere un luogo in particolare, un tragitto, il traffico, ma le sessioni di utilizzo spesso non superano alcuni minuti (mediamente parlando); andare a caccia di Pokémon ha richiesto di certo che l’utente passasse parecchio tempo sull’applicazione, sfruttando anche la barra di ricerca, aumentando così i dati che possono usare per l’integrazione con altre applicazioni (Google Now ad esempio, ma anche pubblicità).

– Un probabile aumento di nuove installazioni per iOS: usare le mappe di Google qui sono un optional, non sono pre-installate come sui dispositivi Android, quindi la gente va conquistata, specialmente in un momento in cui la concorrenza della Apple inizia a farsi interessante. Quindi perché non puntare sui nerd? Di certo ci sarà stato un picco di nuove installazioni negli ultimi giorni, sarebbe interessante avere dei dati dettagliati a riguardo…

Catturarli tutti è stata una soddisfazione...
Catturarli tutti è stata una soddisfazione…
– Un senso di delusione per qualcuno che ha Windows Phone: certo, questo è l’aspetto minore vista la quota di mercato mondiale che rappresenta Microsoft, ma di certo chi ha Windows Phone e voleva provare questa chicca non ha potuto, vista la totale assenza di applicazioni targate Google nello Store (ovviamente il problema si ripropone per tutti gli altri servizi, come Youtube e Drive specialmente), quindi quel vago senso di abbandono da parte sua rimane (qui la gente si divide tra i “basta, voglio Android!” ed i “Google ci boicotta, io boicotto Google”, ma questa è un’altra storia).

– Un messaggio alla Nintendo: ovviamente una mossa del genere sarà stata concordata dalle due società, ma il boom che ha avuto questa mossa dovrebbe far capire alla Nintendo che il mondo mobile va sfruttato, anche uscendo dal mondo 3DS. Chissà che i risultati della Pokémon Challenge non smuovano qualcosa. (un gioco stile Ingress con i Pokémon, ad esempio?)

– Infine, il messaggio a cui forse tengono di più: “io posso“. Trovatemi un altro sito o un’altra società che riescano a creare cose del genere per gioco (senza farti sganciare soldi, almeno direttamente)…

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Un giovane universitario che col passare degli anni rimane universitario e diventa meno giovane.

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