Elysium, ovvero la mia prima recensione su questo gioioso portale

Buonasera a tutti e benvenuti nel mio piccolo post, in quella che, si spera, sia la prima di una lunga, lunghissima serie di colti, coltissimi ed interessantissimi interventi del qui presente Andrea AKA il_capo.

Sarà mia premura informarvi su cinema (prevalentemente di fantascienza), fumetti (soprattutto di fantascienza) e nerdume vario ed eventuale (prepotentemente e incommensurabilmente di fantascienza).

Ma bando alle ciance e beccatevi la rece:

Elysium

Elysium

Regia, soggetto e sceneggiatura: Neill Blomkamp;

Attoracci : Matt Damon, Jodie Foster;

Genere: azione, fantascienza, drammatico, thriller;

Durata: 109 minuti ;

Anno: 2013

In un mondo devastato da inquinamento, guerre, povertà e malattie, insomma in un mondo che è fantascienza allo stato puro, la vita è diventata ormai insostenibile e viene costruita Elysium, una stazione spaziale toroidale (che ricorda solo vagamente Halo) , in cui è stato ricreato un habitat mite ed ospitale, dove i ricconi del pianeta possono dare party in piscina con ragazze in bikini e giocare tranquillamente a golf, coccolati da robot maggiordomi che servono drink con noccioline. Ah dimenticavo,  non ci sono più le malattie e tutti sono immortali.

Il nostro eroe, tale Max da Costa, è il classico ispanico cresciuto nel ghetto (considerando che ormai tutto il mondo è una fogna non vuol dire assolutamente nulla) che si fa impiantare un esoscheletro figo da pazzi per andare a rompere il culo ai politici (che è il sogno di ognuno di noi e non ci sarebbe nemmeno bisogno di un astronave per realizzarlo).

Le premesse ci sono tutte: una trama non troppo scontata, attori di spicco, un comparto grafico di primo livello e , cosa importantissima, un regista per il quale nutro una profondissima ammirazione. Neill infatti ci ha deliziati qualche anno fa con District 9 uno dei migliori film di fantascienza in circolazione; è palese l’influenza del suo ultimo lavoro, le ambientazioni sporche e povere, i personaggi, ma soprattutto la rappresentazione della tecnologia, sono la naturale continuazione di uno stile inconfondibile.

Ogni particolare è funzionale, l’esoscheletro sembra che possa muoversi per davvero, le armi sono credibili, complesse e non esagerate; non ci sono computer che proiettano schermi olografici alla Iron Man,  il design dei robot è “industriale”, non ci sono pezzi misteriosi, non si vedono mistiche lucine dalla dubbia utilità, ma pistoni, bulloni, tubi, articolazioni e ventole di raffreddamento, insomma sembra che in fase di progettazione abbiano davvero pensato ad un qualcosa di funzionante. E questo è sicuramente un particolare che ogni appassionato di fantascienza non puo fare altro che apprezzare.

Mi piacerebbe continuare a tessere le lodi di questo film, ma purtroppo di difetti ce ne sono e non pochi.

La storia ha potenziale, ma a fine film, facendo le somme, accadono davvero poche cose, di cui alcune davvero scontate si capiscono sin dall’inizio del film, togliendo l’importantissimo fattore sorpresa. La recitazione è buona ma non eccezionale; dimenticatevi la disperazione e le credibilissime urla di dolore di Sharlto Copley (sempre da District 9) e preparatevi piuttosto ad una bambina che racconta la storiella di un ippopotamo ed un suricate che dovrebbe dare profondità al film, ma che finisce per metterlo in ridicolo; la performance di Matt Damon è buona ma per nulla memorabile, il finale è scontato e decade lentamente in un banale action movie che non ci piace proprio.

In conclusione un film da dimenticare? Assolutamente no, anzi, vi consiglio di vederlo; ma di sicuro non al cinema e di sicuro non per la trama; più che altro per la gioia di vedere il mondo di WALL-E finalmente trasformato in un vero film e godere di un po’ di tecnologia futuristica ben fatta. Quello cui ci troviamo di fronte altro non è che un sottoprodotto del sistema holliwoodiano;, per cui un blockbuster deve avere solo una cosa: un personaggio figo e sparatorie, tante sparatorie. Quello che spero è che BlomKamp non abbia finito le cartucce da sparare e che ci regali qualche nuova perla producendosi un film da solo con pochi soldi, ma grandi idee.

Ed infine ecco a voi una mia invenzione:

IMAG0413

il Fantascienzometro è un metro di giudizio semplicemente infallibile per i film del settore.

I parametri : profondità della trama, originalità ed accuratezza scientifica determinano il punto di applicazione di un vettore (indicato con un codice identificativo alfanumerico di tre lettere), infine gli effetti speciali indicano il modulo del vettore stesso. L’orientamento è dato da una retta passante per il punto di applicazione e l’origine degli assi. Il giudizio finale dipende dalla zona in cui il vettore finirà, le zone sono delle sfere centrate nell’origine, nel disegno è visibile la zona dell’invedibilità, per cui un film non dovrebbe essere visto perché pessimo. Tale zona va da punteggi di 0 fino a 15; per punteggi da 15 a 20 i film vengono definiti accettabili; le zone successive devono ancora essere definite, probabilmente con le prossime recensioni affinerò questo innovativo sistema di valutazione.

Stay tuned!

il_capo

 

 

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