Ingegneri in montagna

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Per fortuna le vacanze arrivano per tutti (o quasi) e così la nostra eroina ha deciso di spendere i suoi pochi giorni di ferie in un remoto paesino disperso nelle montagne marchigiane. Per privacy questo paesino verrà chiamato Rotondo (frazione di Sassoferrato, provincia di Ancona, Marche, Italia, Europa, Terra, e scusate se sono stata un po’ troppo generica).

Nell’allegro paesello, che conta una media di 20 anime durante l’inverno e forse 150 durante l’estate, si possono assaporare grandi momenti di riposo, isolati dal mondo. Si possono inoltre apprezzare le ubriacature in piazza nella settimana di Ferragosto, il bel santuario della Madonna del Cerro, e infine la new entry, il Ristoro, dove si possono gustare ottime cresce con tempi di attesa inversamente proporzionali al numero di clienti.

Inutile dire che questo paesino è anche schermato con barriere di piombo e la connessione ad internet è stata molto difficile da ottenere, causando non pochi problemi alla nostra cara protagonista, che per comodità chiameremo con lo pseudonimo di Annalisa Pagnozzi (30 giugno 1992, Roma, l’indirizzo mi pare un po’ troppo…) .

Non starò qui a raccontarvi di come Annalisa trascorreva delle divertentissime serate a giocare a Lupus in Tabula con i suoi amichetti, o andando alle feste di paese per rimanere seduta isolata a giocare col tablet 😀

La vera storia inizia ora, quindi tenetevi forte! Si sa che quando si intraprende una facoltà facile come Ingegneria si ha sempre tantissimo tempo libero per fare tanto sport, e non essendoci la necessità di star sempre davanti al computer, Annalisa è sempre stata una amante dell’aria aperta e delle corse in villa. Ah, no, quella è un’altra persona…

Essendo anni che la piccola Annalisa non faceva attività fisica (lo ammetto, non la facevo nemmeno prima dell’università), ha deciso che fosse giunto il momento di qualche passeggiata in montagna, giusto per ricordare ai muscoli delle gambe che ancora esistono.

Annalisa ha così deciso di coinvolgere la sua amica di passeggiate, che per comodità chiameremo Genoveffa (questo è inventato davvero per privacy :D) a farsi i giretti su per i monti, in mezzo a mille mosche felicissime di attaccarsi sul corpo delle due giovani esploratrici.

La prima giornata è stata decisamente un successo. Più di un’ora di camminata per territori altalenanti e pieni di ogni insidia, con una media di una macchina ogni 20 minuti.

Dopo la prima mezz’ora la circolazione nelle gambe era tornata parzialmente attiva, e il dolore ha lasciato spazio ad un fastidioso formicolio, unito ad una terribile arsura e fatica generale che non ha permesso alla nostra amica di godersi il panorama e la passeggiata. A peggiorare le cose c’era Genoveffa, che parlava molto e costringeva la nostra amica a dover parlare a sua volta, perdendo ogni volta aria dei polmoni preziosissima alla sopravvivenza. Ma la cosa peggiore è stata sicuramente quando Genoveffa ha messo le cuffie e ha cominciato a cantare, rendendo quel viaggio un vero inferno, fortunatamente finito abbastanza in fretta.

Nei giorni seguenti (2) le nostre amiche hanno anche scoperto un percorso alternativo, arrivando al paese vicino Cabernardi e prendendo una salita che più ripida non si poteva, passando per la Sementana e tornando al caro Rotondo nel doppio del tempo (“facciamo questa strada, sarà sicuramente più rapida e meno ripida!!” disse Genoveffa)

Ovviamente al 4 giorni le due ragazze si sono arrese, il gene della pigrizia ingegneristica ha avuto la meglio e la nostra cara amica è tornata a mangiare porcherie sul letto giocando al sudoku sul suo tablet (giuro che prima o poi lo disinstallerò).

Purtroppo al momento le foto scattate come prova della camminata sono irreperibili, ma presto verranno pubblicate!! (o forse no.)

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Annalisa Pagnozzi

Nel frattanto che mi laureo (e ce ne vorrà di tempo) perdo tempo col computer e con le cose stupide. Amo i video di gatti ma da quando ho promesso di non postare più nulla su facebook la mia vita è molto triste.

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